Sui fatti del 23 aprile e le 700 firme contro la ciclopedonale
Al momento stai visualizzando Sui fatti del 23 aprile e le 700 firme contro la ciclopedonale
  • Tempo di lettura:3 minuti di lettura

Sasso Marconi, 28 aprile 2024 – Quanto accaduto durante l’ultimo Consiglio comunale del 23 aprile scorso ci lascia dispiaciuti e amareggiati, sia per i fatti accaduti, sia per la necessità da parte della Maggioranza di far apparire gli eventi come la naturale conseguenza di presunte provocazioni, tali, nell’ottica di chi amministra attualmente Sasso Marconi, da poter mitigare le responsabilità o giustificare i comportamenti. 

Attendiamo con serenità l’operato degli inquirenti e ci rimettiamo a quanto dichiarato dai due consiglieri, ai filmati dell’Aula ed ai dati fattuali che ad oggi sono: un referto medico che indica una prognosi di 10 giorni per trauma contusivo, una denuncia immediata da parte di un consigliere e le immagini che vedono il consigliere Chillari allontanarsi dal Consiglio e un altro consigliere che lo segue nell’immediatezza, ad argomento chiuso.

Riguardo il presunto motivo della discordia, la ciclopedonale dei Borghetti, vogliamo ricordare che 700 firme raccolte in pochi giorni sono un dato che un’amministrazione dovrebbe considerare non solo come dato numerico (che in rapporto ai 14mila residenti è un numero grandissimo), ma che dovrebbe far riflettere anche su quella che viene definita “condivisione con i residenti e gli esercenti della zona” che appare come una dichiarazione quantomeno discutibile viste le numerose sottoscrizioni dissenzienti.

In ultimo, il potenziale conflitto di interessi segnalato da chi scrive il comunicato, manca di informazioni essenziali quali ad esempio che il candidato sindaco non esercita una delle attività che saranno danneggiate dalla ciclopedonale, ma la sua famiglia è proprietaria storicamente dei muri mentre l’attività è gestita da terzi, e che l’attività non è l’unica a subire disagi derivanti dalla ciclopedonale in quella zona. Questo basta a creare un concreto conflitto di interessi?

Anche le 700 persone che hanno firmato hanno un conflitto di interessi? 

Riteniamo che parlare di conflitto di interessi in un luogo così piccolo dove non è impossibile che i consiglieri, di entrambi gli schieramenti, abbiamo interessi diffusi sul territorio è un po’ fare il verso alla politica nazionale ed essere nuovamente lontani dal paese. Potrebbe sembrare, piuttosto, un evidente tentativo di screditare politicamente a livello personale persone che hanno il diritto costituzionalmente garantito di manifestare in modi legittimi e corretti il proprio dissenso… o certi diritti valgono solo per alcuni?

Ascoltare le persone è una tematica sulla quale non rimarremo assenti né indifferenti sia per rispetto della fiducia che ci viene accordata sia per vicinanza a chi attraverso di noi vuole far sentire la propria voce.

Preferiamo restare sul tema di aiutare il commercio di vicinato, sostenere le piccole attività che mantengono anche il tessuto sociale locale e avere un focus concreto sulle 700 persone che hanno scelto di mettere la faccia con noi su qualcosa che ritengono non solo importante, ma certamente  migliorabile nell’interesse di tutti, senza distinzioni ideologiche o politiche.