You are currently viewing MENTRE IL PONTE NON APRE… LA EX SAECO CHIUDE
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Apprendiamo che il viceministro Morelli ha comunicato la nomina del Commissario per seguire i lavori del ponte Da Vinci; ce ne rallegriamo perché come Dimmi Lista Civica per Sasso Marconi fummo tra i primi a chiederlo in diverse interrogazioni e comunicati stampa redatti unitamente al gruppo regionale Rete Civica.

Sebbene sia da considerare positivamente anche l’aumento dello stanziamento che arriverà a 13 milioni di euro, ci troviamo a valutare NEGATIVAMENTE l’operato della Città Metropolitana di Bologna e dell’Amministrazione comunale di Sasso Marconi per numerosi motivi:

1) I Sindaci Metropolitani (prima Merola, ora Lepore) non hanno mai espresso la loro vicinanza e sostegno ai cittadini di Sasso Marconi e ai residenti delle Valli del Reno e del Setta, pur essendo , la Città Metropolitana, l’Ente responsabile della vigilanza e del degrado del ponte stesso non avendo eseguito per anni i lavori di manutenzione che erano necessari.

2) L’ineffabile Consigliere Metropolitano Marco Monesi continua a sostenere che nessuna responsabilità per eventuali ritardi nella riapertura del ponte potrà essere addebitati alla Città Metropolitana di Bologna, nonostante sia ormai acclarato che i lavori di messa in sicurezza della “pila 15”, che la Città Metropolitana stessa doveva ultimare entro agosto, non sono ancora completati e sostanzialmente a quasi un anno dalla chiusura della struttura quasi nulla è stato fatto.

3) Il Viceministro Morelli nulla ha detto sulla previsione dei tempi di riapertura e di questo si è lamentato pure l’Onorevole PD Gianluca Beneamati, colui che ha presentato la interrogazione al Ministro. In sostanza a oggi (dopo quasi un anno dalla chiusura) non si sa quando il ponte verrà riaperto.

4) Il Sindaco di Sasso Marconi ha dichiarato che “continuerà” a vigilare affinché gli Enti interessati mantengano gli impegni presi relativamente ai tempi di esecuzione delle varie fasi, quando già è manifesto che non ha saputo minimamente incidere sui tempi che doveva rispettare la Città Metropolitana che già accumula un ritardo di quasi un anno senza essere giunta a soluzioni.


5) È notizia di ieri che la ex SAECO (una delle realtà produttive industriali più grandi dell’Appennino bolognese) ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Gaggio Montano con la previsione di licenziamento per 220 persone. La causa è da imputare al comportamento non adeguato della multinazionale che ora detiene la proprietà, ma noi riteniamo che pari responsabilità debbano essere attribuite alle sempre crescenti difficoltà di traffico e di movimento delle merci che la chiusura del ponte ha determinato nella comunità della le valli del Reno e del Setta e anche agli Enti pubblici territoriali che, oltre a non aver mai preso in considerazione in passato la bretella Reno-Setta e il Passante Sud, non hanno saputo controllare e mantenere integra una così importante struttura come il ponte Leonardo Da Vinci.

Serve concretezza, al più presto.